Architecture

La casa dalla ‘pelle hi-tech’ in simbiosi con la natura

Mag 22, 2018 admin

A Sokcho, in Corea, una casa minimal cambia aspetto con la luce naturale grazie al rivestimento in HI-MACS® Alpine White

La casa, con le facciate e il tetto interamente rivestiti in HI-MACS® Alpine White, è firmata dall’architetto franco-coreano Woojin Lim (di AEV Architectures), che ha coronato il suo sogno di poter costruire, nel paese dove è nato, una casa che dialoga con la natura. Siamo infatti a Sokcho, in Corea del Sud. Il dialogo è possibile grazie alla ‘solid surface’ con cui ha rivestito la casa, tetto compreso. Il risultato è un volume omogeneo, uniforme, che somiglia ad uno chalet di montagna. Il candore del bianco diventa tela, l’ambiente un arcobaleno di colori: la casa si trasforma, interagisce con la luce circostante e cambia il suo aspetto a seconda dell’ora del giorno, delle stagioni e del colore del cielo, come fosse un camaleonte.

La sfida è stata quella di assicurare lunga durata ad una casa totalmente bianca. Solitamente i progettisti utilizzano materiali classici come pietra o mattone, e in caso di finiture bianche, raccomandano l’uso di vernice facilmente sostituibile o rinnovabile.

Woojin Lim ha deciso di cogliere questa sfida affidandosi ad HI-MACS®, materiale studiato per applicazioni esterne, in grado di resistere agli effetti degli agenti atmosferici, così come a quelli del tempo. Del tutto inusuale per le architetture coreane, il tetto studiato ricorda le forme europee e l’inclinazione di 60° non è casuale: aiuta la superficie a non essere compromessa dalla neve, dalla pioggia o dalla polvere.

L’involucro, inoltre, è studiato in maniera tale da essere separato dalla struttura sottostante, così da far defluire l’acqua piovana al suo interno e non farla scivolare lungo le facciate, limitando ulteriormente il suo effetto sulla superficie per conservarne più a lungo il candore che caratterizza anche gli interni all white. [Valentina Dalla Costa]

Sokcho House in Hi-Macs® è la cover story del n. 144 della rivista ‘Of Arch’: scopri l’approfondimento