Architecture

Un rinnovato centro commerciale a Melbourne

Feb 23, 2018 admin

acme

La ristrutturazione dell’Eastland Shopping Centre, abbinato al Sage Hotel, dimostra che un centro commerciale può diventare anche polo sociale

Un centro commerciale che diventa centro di aggregazione. Con il recente completamento dei lavori per il Sage Hotel, si sono chiusi i lavori di rimodernizzazione per l’Eastland Shopping Centre, centro commerciale degli anni ’60 situato in una zona periferica di Melbourne. Risultato di una riuscita collaborazione fra tre studi di progettazione londinesi: ACME, Universal Design Studio e Softroom.

Ad ACME è stata assegnata la realizzazione dell’hotel, dell’ingresso scultoreo al centro commerciale (denominato Shard), della piazza (Town Square), una biblioteca e un centro civico, il department store David Jones e dei parcheggi multipiano.

Universal Design Studio si è occupato dell’interior design.

Softroom infine, ha firmato il grande lucernario vetrato che collega la parte esistente di Eastland con la nuova Town Square, la quale inverte il masterplan originario degli anni ’60 rivolto verso l’interno, offrendo ora all’area uno sguardo rinnovato e aperto verso l’esterno. I visitatori sono accompagnati in una nuova sequenza di spazi, che formano il nuovo cuore pubblico di Ringwood e Maroondah.

Quello di Eastland è il primo di una serie di centri commerciali che verranno trasformati da QIC – società australiana d’investimenti – e funge da banco di prova per dimostrare come spazi pubblici e centri commerciali possano coesistere e poi creare nuove reali strutture per la comunità locale.

Svetta al centro della piazza lo Shard, che permette l’accesso e l’uscita dal mall, ed è sormontato da un tetto ondulato che si distingue dalla base in vetro trasparente. Accanto, una biblioteca sostituisce la precedente, più piccola, demolita nel 2015. E’ stata pensata come una ‘scatola’ colma di libri e documenti digitali per diventare il nuovo landmark dell’intero complesso.

Il Sage Hotel, con 120 stanze, è avvolto da una parete in vetro che pare una tenda bianca pieghettata, che ‘cade’ dolcemente sui sei piani dell’edificio.

[Text Valentina dalla Costa]