Architecture

Un’oasi nel traffico

Dic 25, 2017 admin

oasi del traffico

Uno skygarden dall’aspetto contemporaneo è il primo passo verso una Seoul sempre più green.

In principio fu la High Line di New York, il parco urbano aperto nel 2009 sulla ferrovia sopraelevata che attraversa il Meatpacking District. La trasformazione della vecchia linea è stata un enorme successo e, in pochi anni, la “linea verde” è diventata uno dei luoghi più frequentati della City. A questo primo esperimento ne sono seguiti altri simili, come la realizzazione della romantica Promenade Plantée di Parigi su un viadotto in disuso e, nel prossimo futuro, seguiranno le inaugurazioni del London Garden Bridge e di progetti che daranno nuova vita a ex strade ferrate in tutti gli Stati Uniti.

Tra gli esempi più interessanti di riconversione che guardano in questa direzione c’è un nuovo parco a Seoul, progettato dallo studio olandese MVRDV. Si tratta di Seoullo 7017, un polmone verde che ha ridato nuova vita a un’autostrada cittadina che attraversa per 938 metri il centro della capitale della Corea del Sud. I cavalcavia in acciaio e cemento alti 16 metri della strada ad alto scorrimento vennero costruiti nel 1970; l’inaugurazione nella “nuova veste” è avvenuta nel 2017. Da qui deriva il codice numerico 7017 che accompagna il nome.

Seoullo fa parte di un piano più ampio, che mira alla costruzione di una città sempre più a misura di pedoni. Là dove un tempo sfrecciavano le automobili, oggi c’è una passeggiata con 24.000 piante di 228 specie diverse provenienti da tutto il Paese. Alberi, arbusti e fiori sono alloggiati in 645 grandi vasi-aiuole che di notte si accendono grazie a una suggestiva illuminazione blu. Il colore contrasta con l’illuminazione stradale sui toni del giallo e può essere programmata in tonalità differenti per eventi o ricorrenze speciali. Una serie di ponti e scale permettono l’accesso diretto a Seoullo 7017 e connettono il viadotto direttamente con hotel, negozi e altre zone verdi poste al livello del piano stradale e attualmente ancora in fase di realizzazione.

A cura di Francesca Tagliabue

Foto: Ossip van Duivenbode

Questo articolo è stato preso dal nuovo numero di Ofarch. Vai nella sezione magazine per sfogliare la preview.