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2016. IL MOBILE CRESCE ANCORA

Giu 15, 2016 designdiffusion

2016. IL MOBILE CRESCE ANCORA

Grande Forum Legno Arredo 2016 dal titolo ‘Mobile, Milano, Mondo’, organizzato da Il Sole 24 Ore con il Salone del Mobile e dedicato allo sviluppo internazionale delle imprese di settore. Un discreto ottimismo circola nell’auditorium del Sole, che vede riuniti in convegno i protagonisti del sistema: istituzioni, imprese, economisti, progettisti ed esponenti del mondo del credito. Fuoco di fila dei numeri che disegnano lo scenario 2015-2016. L’economista Marco Fortis, Fondazione Edison, ricorda  il fatturato 2015,  circa 41 miliardi per l’intera filiera (+2,7%) e 24,5 miliardi per il solo comparto arredo(+3,4%); descrive una crescita decisa delle esportazioni per i primi due mesi 2016 (+4,5%) e del  mercato interno, che conferma il recupero iniziato lo scorso anno. L’Italia è- dopo Cina e Germania – il terzo esportatore mondiale di arredo e illumino- tecnica. ed è anche  al 2° posto, dopo Berlino, con il miglior saldo commerciale. Il 2016 sarà un anno di crescita per il settore. Parola del presidente Roberto Snaidero. Lo dicono i numeri e soprattutto il sentiment positivo di una buona metà delle imprese, che si aspetta un aumento dei fatturati.  E lo annuncia anche la riconferma quasi ufficiale che il sottosegretario per lo sviluppo economico  Ivan Scalfarotto ha dato sul ‘bonus mobili’ per il 2016, esteso anche alle giovani coppie senza il vincolo della ristrutturazione edilizia. Una misura centrata, che, nei primi 18 mesi di applicazione, ha generato acquisti per quasi due miliardi di euro e salvato più di 10mila posti di lavoro. Il clima in cui le imprese devono proseguire la corsa all’internazionalizzazione sembrerebbe dunque buono. I maggiori ostacoli- è voce diffusa- sembrano provenire dalla dimensione delle imprese, da un modello gestionale ancora troppo familiare, dalla scarsa apertura al mercato dei capitali. Illuminante in proposito il primo Focus Italia, al Forum di Milano, centrato sulla ripresa  e su vincoli/ opportunità concretamente espressi da tre imprese protagoniste del design, rispettivamente di taglia media, piccola e  grande: Poliform, rappresentata dal suo Ceo Giovanni Anzani; Investindusrial, con il presidente Andrea C.Bonomi e Daniele Lago, Ceo e Head of Design di  Lago.  E’ opinione del presidente di Poliform  che,  il sistema, molto cambiato negli ultimi dieci anni, sia tuttora chiuso e fatto di imprese eccellenti, ma abituate ad andare ciascuna per conto proprio. Atteggiamento che- sottolinea Andrea C. Bonomi, presidente Investindustrial- frena gli investitori istituzionali, che  pure avrebbero interesse a mettere i propri capitali in un settore sano, di grande fama e prestigio.   Bonomi- per parte sua-  ha acquisito con la sua holding, la  maggioranza (80%) di due tra le aziende top del settore, Flos e B&B Italia, e si dichiara fisducioso e pronto a raggiungere entro un paio di anni il miliardo di investimenti nel design italiano.  “Le aziende italiane-dice- fanno prodotti meravigliosi, ma hanno un problema di capitali e di competenze gestionali. Se riescono a fare il cambiamento culturale che io credo necessario, il potenziale è enorme”. Al giovane, appassionato e visionario Daniele Lago, che, con un forte network familiare sta guidando al successo, interno e internazionale la sua piccola impresa da 30 milioni di fatturato, vanno le simpatie dell’ auditorium. O meglio, l’’empatia’, che lui stesso mette al centro del successo di un’ impresa come Lago, che all’estero sta crescendo a 2 cifre. Gli chiede l’intervistatore di Il Sole 24 Ore, Lello Naso, se potrebbe avere interesse a quotare l’azienda.  “Siamo stati selezionati nel primo round di Elite, ma non ci abbiamo pensato seriamente. Anche se, in termini culturali, è interessante valutare tutte le armi che ti consente il mondo per crescere ma per noi ora non lo vedo un tema”. Segnali positivi per il comparto sono arrivati anche dall’ultimo Salone del Mobile di Milano- afferma  Giovanni Anzani, presidente Assarredo e Poliform, – che ha registrato un record di oltre 372mila visitatori, al 67% dall’estero. “La sfida, ora è che questi contatti si traducano in ordini”.

Le opportunità vanno cercate sui mercati esteri dinamici, come pure su quelli nuovi ed emergenti. I Focus tematici li esplorano attraverso i rispettivi protagonisti.  ‘Salire sulla locomotiva della crescita negli Stati Uniti’ coinvolge Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, Claudio Feltrin, Ceo Arper, e Giuliano Mosconi, Ceo Tecno. Il primo, insediato nei suoi popolari showroom newyorchesi, esorta a fare sinergia e andare oltre le città della costa: New York, Los Angeles e Miami, per addentrarsi in mercati inesplorati e promettenti. Giuliano Mosconi, Tecno,  dichiara di riuscire a  vendere mobili per ufficio in Usa, grazie anche a tecnologia evoluta e mobili intelligenti.  Non è un segreto, poi, che la velocità di consegna spesso conta più del prodotto. Il  Focus Cina punta su ‘Un Salone per la nuova frontiera’, che debutterà in Novembre a Shanghai e farà leva sul sistema del made in Italy. E sul racconto efficace  della nostra produzione. Anche qui- insiste  Giuliano Noci, professore di strategia e marketing al Politecnico di Milano, ed esperto del mercato cinese-  bisogna fare attenzione ad allargare l’audience, oltre le capitali Pechino e Shanghai, a decine di ricche città di ‘provincia’,  in realtà multimilionarie sia per  numero di consumatori  che per potere d’acquisto. ‘Last but not least’, il Focus ‘Come la geopolitica influenza i mercati’ si indirizza su Russia, Iran e Medio Oriente, paesi ricchi di promesse e delusioni insieme. Delusioni- va da sè- sul fronte russo: sanzioni, rublo debole e prezzo basso del petrolio, hanno colpito le tasche della top& middle class e affondato l’export italiano del -30%. Alessandro Calligaris descrive la distribuzione sul territorio e il potenziale superamento delle difficoltà. La Russia poi, da tempo non è solo Mosca. Cresce l’upper class nelle regioni orientali, più difficili da raggiungere. Ma- aggiunge Marco Piva, fondatore dello Studio omonimo- non è necessario essere fisicamente presenti in Russia: si può lavorare con  grandi progetti  russi, anche da Londra o Miami. Secondo Paolo Fantoni, imprenditore e presidente Assopannelli, le sanzioni che colpiscono i nostri interessi nazionali, ma non sortiscono effetti geopolitici, vanno riviste. L’industria russa produce per la fascia bassa, la strategia italiana deve consolidarsi sulla fascia alta. L’attenzione dell’associazione FederlegnoArredo e delle imprese è molto concentrata sull’Iran, che, con 80 milioni di abitanti, per metà sotto i 35 anni, una cultura in movimento e studi in Italia di molta parte dell’intellighenzia, promette di essere una valida nuova frontiera.  Bisogna cercare di proporre un’idea di casa, in preparazione del mercato- sostiene Marco Piva-.  Anche i paesi del Golfo stanno cambiando a livello di composizione socioeconomica: ci sono meno occidentali e più orientali, tuttavia restano attraenti sul fronte del progetto  alberghiero e dell’ospitalità . Ma, ai fini della conquista di progetti importanti, bisogna vedersela con gli agguerriti studi  dei competitor inglesi.

Luciana Cuomo